Impresa innovativa che sviluppa un prototipo industriale grazie al Bando Brevetti+ 2026

Bando Brevetti+ 2026: fino a 140.000 € a fondo perduto

Avere un brevetto è un traguardo importante, ma non sempre basta per trasformare un’invenzione in un prodotto competitivo. Tra la tutela di un’idea e la sua effettiva commercializzazione ci sono spesso passaggi complessi: occorre sviluppare prototipi, verificare la fattibilità tecnica, organizzare la produzione e individuare i mercati sui quali proporre la nuova soluzione. Sono attività che richiedono competenze specialistiche e investimenti che non tutte le imprese riescono ad affrontare autonomamente.

Per sostenere questo percorso torna il Bando Brevetti+ 2026, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La misura mette a disposizione 20 milioni di euro per aiutare le micro, piccole e medie imprese a valorizzare economicamente i propri brevetti attraverso l’acquisto di servizi specialistici.

L’agevolazione prevede un contributo a fondo perduto fino a 140.000 euro, con una copertura ordinaria dell’80% delle spese ammissibili, che può aumentare in presenza di particolari requisiti. L’obiettivo è accompagnare le imprese nel passaggio dalla proprietà industriale allo sviluppo di prodotti, processi e opportunità commerciali, migliorandone la produttività, la redditività e la capacità di competere sul mercato.

A chi è rivolto il Bando Brevetti+ 2026

Il Bando Brevetti+ 2026 si rivolge alle micro, piccole e medie imprese, comprese quelle di nuova costituzione, che abbiano sede legale e operativa in Italia e siano in possesso dei requisiti brevettuali previsti dalla misura.

Non è necessario appartenere a un unico settore produttivo. Il bando può interessare realtà che operano nell’industria, nei servizi, nell’artigianato, nel commercio e in altri comparti nei quali la proprietà industriale rappresenta un elemento importante per lo sviluppo dell’attività.

Il requisito fondamentale riguarda il brevetto, o la domanda di brevetto, che l’impresa intende valorizzare. La misura non è infatti destinata genericamente a tutte le aziende che vogliono investire in innovazione, ma a quelle che possiedono specifici titoli di proprietà industriale o domande brevettuali che rispettano le condizioni richieste.

Prima di costruire il progetto è quindi essenziale verificare la tipologia del brevetto, la data di concessione o deposito e l’eventuale disponibilità dei documenti tecnici richiesti.

Quali brevetti possono accedere al contributo

Uno degli aspetti più importanti del Bando Brevetti+ 2026 riguarda i requisiti di accesso, che cambiano in funzione della situazione brevettuale dell’impresa.

Possono partecipare le PMI titolari di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente al 1° gennaio 2025. Rientrano anche le imprese titolari di una licenza esclusiva, regolarmente trascritta presso l’UIBM, relativa a un brevetto concesso in Italia dopo la stessa data. Quando dovute, le tasse per il mantenimento in vita del brevetto devono risultare regolarmente pagate.

La misura ammette inoltre le imprese che possiedono una domanda nazionale di brevetto per invenzione industriale depositata successivamente al 1° gennaio 2024, a condizione che sia disponibile un rapporto di ricerca con esito non negativo.

Sono previste opportunità anche per chi ha scelto una tutela europea. Possono accedere le imprese titolari di un brevetto concesso dall’EPO, l’Ufficio Europeo dei Brevetti, e convalidato in Italia dopo il 1° gennaio 2025, oppure di un brevetto europeo con effetto unitario a partire dal 1° gennaio 2024, comprendente l’Italia tra gli Stati designati.

Il bando contempla infine determinate domande di brevetto europee o internazionali depositate dopo il 1° gennaio 2024, purché abbiano un rapporto di ricerca con esito non negativo e rivendichino la priorità di una precedente domanda nazionale che non sia già stata ammessa ai contributi Brevetti+ nelle edizioni precedenti.

La verifica di queste condizioni è particolarmente delicata. Anche un’impresa che possiede un brevetto valido potrebbe non essere ammissibile se il titolo non rispetta le date o gli altri requisiti stabiliti dalla misura.

Cosa finanzia il Bando Brevetti+ 2026

Il contributo sostiene l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla valorizzazione economica del brevetto. Questo significa che il finanziamento non riguarda semplicemente la tutela formale dell’invenzione, ma le attività necessarie per trasformarla in una soluzione concretamente utilizzabile e commercializzabile.

Il bando individua tre principali ambiti di intervento: progettazione e industrializzazione, organizzazione e sviluppo, trasferimento tecnologico.

Queste categorie consentono di accompagnare l’impresa in diverse fasi del percorso di valorizzazione, dallo studio tecnico iniziale fino alla definizione delle strategie organizzative e commerciali.

Prototipi, progettazione e industrializzazione tra le spese ammesse

Una parte centrale del Bando Brevetti+ 2026 riguarda i servizi di progettazione, ingegnerizzazione e industrializzazione dell’invenzione.

Sono ammissibili gli studi di fattibilità, necessari per valutare concretamente le caratteristiche tecniche del prodotto o del processo brevettato. Il progetto può comprendere attività per la definizione dei materiali, delle specifiche tecniche, del ciclo produttivo e del layout del prodotto.

Rientrano inoltre tra le spese finanziabili la progettazione produttiva, lo studio e l’ingegnerizzazione del prototipo, comprese le attività di Proof of Concept, utili per dimostrare la fattibilità della soluzione sviluppata.

Il bando contempla anche la realizzazione di firmware per macchine a controllo numerico, i test di produzione e il rilascio di certificazioni di prodotto o di processo strettamente connesse al brevetto oggetto della domanda.

Per quanto riguarda il software, sono ammessi i servizi di analisi e definizione dell’architettura quando direttamente collegati al procedimento brevettato. È invece esclusa la realizzazione del codice software stesso.

Questa distinzione è importante per le imprese che stanno sviluppando soluzioni tecnologiche complesse: non tutte le attività informatiche sono automaticamente finanziabili, ma soltanto quelle che rispettano le condizioni previste.

Finanziamenti per organizzazione e sviluppo aziendale

Portare un’invenzione sul mercato richiede spesso una revisione dell’organizzazione interna. Un prodotto innovativo, infatti, può comportare nuovi processi produttivi, nuove competenze e differenti modalità di gestione delle attività.

Per questo motivo Brevetti+ 2026 finanzia anche servizi dedicati alla progettazione organizzativa e all’organizzazione dei processi produttivi.

Sono previsti inoltre servizi di IT Governance, utili a strutturare la gestione delle tecnologie informatiche in maniera coerente con le esigenze aziendali.

Un’altra voce particolarmente interessante riguarda le analisi finalizzate a individuare nuovi mercati geografici o settoriali. Il bando sostiene infatti servizi per definire le opportunità commerciali del prodotto brevettato, insieme alla costruzione di strategie di comunicazione, promozione e presidio dei canali distributivi.

Questo rende la misura interessante anche per le imprese che hanno già superato la fase tecnica iniziale e devono affrontare il passaggio successivo: comprendere dove e come commercializzare la propria innovazione.

Trasferimento tecnologico: opportunità per collaborare con università e centri di ricerca

Tra gli interventi finanziabili trova spazio anche il trasferimento tecnologico, un ambito fondamentale per le imprese che vogliono valorizzare un brevetto attraverso collaborazioni esterne.

Il bando riconosce i costi relativi alla predisposizione di accordi di segretezza, strumenti importanti per proteggere le informazioni riservate durante le trattative e le attività di collaborazione.

Sono finanziabili anche i servizi per la predisposizione di accordi di concessione in licenza del brevetto, che possono consentire all’impresa di valorizzare economicamente la propria invenzione attraverso rapporti commerciali con altri soggetti.

Un’ulteriore possibilità riguarda i costi dei contratti di collaborazione tra PMI e università o istituti di ricerca, attraverso accordi di ricerca sponsorizzata.

Per molte imprese questa può rappresentare un’occasione per integrare competenze scientifiche e tecnologiche esterne, migliorare la qualità dello sviluppo e affrontare con maggiore solidità le fasi di industrializzazione.

Quanto finanzia il Bando Brevetti+ 2026

Uno degli elementi più interessanti della misura riguarda l’intensità del sostegno economico.

Il Bando Brevetti+ 2026 prevede un’agevolazione a fondo perduto fino a un massimo di 140.000 euro per progetto, concessa nel rispetto delle condizioni previste dal regime europeo de minimis.

In via ordinaria, il contributo può coprire fino all’80% delle spese ammissibili. Questo significa che, per un progetto composto da 100.000 euro di costi riconosciuti, il contributo teorico potrebbe raggiungere 80.000 euro.

La percentuale può aumentare fino all’85% per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere. Si tratta di una maggiorazione che può rendere ancora più interessante l’agevolazione per le aziende che hanno già intrapreso questo percorso di certificazione.

In determinate condizioni, la copertura può arrivare addirittura al 100% delle spese ammissibili. Questa possibilità è riservata alle imprese che, al momento della domanda, risultano contitolari del brevetto o della relativa domanda insieme a un ente pubblico di ricerca, come università, enti di ricerca e IRCCS, oppure titolari di una licenza esclusiva, già trascritta all’UIBM, su un brevetto rilasciato a uno di questi enti.

Il massimale complessivo del contributo resta pari a 140.000 euro. Di conseguenza, la percentuale effettivamente riconoscibile e l’importo finale devono sempre essere verificati in relazione alla situazione dell’impresa e alle caratteristiche del progetto.

Perché Brevetti+ non è un semplice bonus per registrare un brevetto

Un errore da evitare è confondere il Bando Brevetti+ 2026 con gli strumenti dedicati esclusivamente al deposito o alla registrazione della proprietà industriale.

La finalità della misura è diversa: sostenere la valorizzazione economica di un’invenzione, aiutando l’impresa a svilupparne le potenzialità produttive e commerciali.

Per questo motivo le spese individuate dal bando riguardano soprattutto servizi specialistici di progettazione, organizzazione e trasferimento tecnologico.

Un’impresa che intende partecipare deve quindi essere in grado di spiegare come i servizi richiesti contribuiranno allo sviluppo del brevetto, al miglioramento della produttività, alla creazione di nuove opportunità commerciali o alla crescita della competitività aziendale.

Non è sufficiente possedere un’invenzione interessante: è necessario costruire un progetto che dimostri un collegamento concreto tra il brevetto e le attività per le quali viene richiesto il contributo.

Come prepararsi alla domanda

La preparazione della domanda parte dalla verifica dei requisiti brevettuali. Prima ancora di definire le spese, è opportuno controllare le date di deposito o concessione, la titolarità del brevetto, gli eventuali rapporti di ricerca e, quando richiesto, la trascrizione delle licenze esclusive.

Una volta confermata l’ammissibilità del titolo, il passaggio successivo consiste nell’individuare i servizi realmente necessari per valorizzarlo.

Può trattarsi dello sviluppo di un prototipo, di un’attività di ingegnerizzazione, di una consulenza per organizzare la produzione oppure di servizi per individuare i mercati sui quali commercializzare la soluzione.

È importante che il progetto sia coerente con le finalità del bando e che le attività previste siano direttamente collegate al brevetto. Anche la scelta dei servizi specialistici richiede attenzione, perché il contributo riguarda categorie di costo ben definite.

Considerata la complessità tecnica della misura, una valutazione preliminare può aiutare a individuare gli interventi ammissibili e a strutturare una richiesta di finanziamento adeguata agli obiettivi aziendali.

Quando apre il Bando Brevetti+ 2026

Le domande per il Bando Brevetti+ 2026 potranno essere presentate a partire dalle ore 12:00 del 25 novembre 2026.

Il documento non indica una scadenza finale prestabilita: lo sportello rimarrà disponibile fino all’esaurimento della dotazione finanziaria, pari a 20 milioni di euro.

Proprio per questo motivo è importante non arrivare impreparati all’apertura. Le imprese interessate dovrebbero verificare in anticipo la propria situazione brevettuale, individuare i servizi specialistici necessari e predisporre un progetto coerente con le condizioni previste dalla misura.

La disponibilità delle risorse rappresenta infatti un elemento determinante per l’accesso al contributo.

Un’opportunità per trasformare i brevetti in valore economico

Un brevetto può rappresentare un vantaggio competitivo importante, ma il suo potenziale si realizza soltanto quando l’invenzione riesce a tradursi in applicazioni concrete, prodotti, processi e nuove opportunità di mercato.

Il Bando Brevetti+ 2026 nasce proprio per ridurre la distanza tra l’innovazione protetta e la sua valorizzazione economica, sostenendo le imprese che vogliono investire nello sviluppo industriale e commerciale delle proprie soluzioni.

Con un contributo a fondo perduto fino a 140.000 euro e percentuali di copertura che possono arrivare all’80%, all’85% o, in specifici casi, al 100%, la misura rappresenta un’occasione importante per le PMI che intendono trasformare la propria proprietà industriale in un progetto di crescita.

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