Impresa che registra un marchio europeo o internazionale con il Bando Marchi+ 2026

Bando Marchi+ 2026: contributi per registrare il marchio

Proteggere un marchio significa tutelare uno degli asset più importanti di un’impresa. Nome, logo e identità visiva permettono infatti di distinguersi sul mercato, costruire riconoscibilità e difendersi da utilizzi impropri da parte di concorrenti. Quando l’attività inizia a rivolgersi anche a clienti esteri, però, la registrazione del marchio può diventare più complessa e comportare costi per depositi, tasse, consulenze specialistiche e verifiche preliminari.

Per sostenere le PMI in questo percorso torna il Bando Marchi+ 2026, misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicata alla tutela dei marchi dell’Unione Europea e internazionali. Il contributo è rivolto alle micro, piccole e medie imprese e viene concesso sotto forma di fondo perduto per sostenere una parte delle spese necessarie alla registrazione e alla protezione del marchio fuori dal mercato nazionale. bando-522245

La riapertura di Marchi+ rientra nel più ampio programma dedicato alla proprietà industriale insieme a Brevetti+ e Disegni+. Per il 2026 il Ministero ha previsto complessivamente 32 milioni di euro per i tre strumenti, con l’obiettivo di aiutare le imprese italiane a valorizzare innovazione, design e identità aziendale sui mercati. bando-522245

Come funziona il Bando Marchi+ 2026

Il Bando Marchi+ 2026 è articolato in due differenti misure, a seconda del tipo di protezione che l’impresa vuole ottenere.

La Misura A riguarda la registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la Proprietà Intellettuale. La Misura B è invece dedicata alla registrazione di marchi internazionali presso OMPI, l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale. In entrambi i casi il sostegno riguarda principalmente l’acquisizione di servizi specialistici e le spese connesse alla procedura di registrazione. bando-522245

Questa distinzione è importante perché la scelta tra marchio europeo e marchio internazionale dipende dai mercati nei quali l’impresa intende operare e dal livello di protezione necessario. Un’azienda concentrata principalmente sui Paesi dell’Unione Europea potrebbe orientarsi verso EUIPO, mentre un’impresa che esporta o intende espandersi anche fuori dall’UE potrebbe avere interesse a valutare una registrazione internazionale.

Chi può accedere a Marchi+ 2026

Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa in Italia. L’impresa deve inoltre essere titolare del marchio per il quale viene presentata la domanda di agevolazione. bando-522245

Non si tratta quindi di un incentivo destinato esclusivamente alle aziende manifatturiere. Il documento comprende PMI appartenenti a numerosi settori, tra cui turismo, servizi, industria, commercio, artigianato, cultura e agroalimentare. bando-522245

I requisiti cambiano poi in funzione della misura scelta e riguardano soprattutto le attività di registrazione già effettuate prima della presentazione della domanda.

Marchio europeo: i requisiti della Misura A

Per accedere alla Misura A l’impresa deve aver depositato, a partire dal 1° gennaio 2023, una domanda di registrazione del marchio presso EUIPO e aver pagato le relative tasse di deposito. Ma il semplice deposito non è sufficiente: il marchio dell’Unione Europea deve risultare già registrato presso EUIPO prima della presentazione della domanda a Marchi+. bando-522245

Questo è uno degli aspetti da comprendere bene prima di programmare la partecipazione al bando. Marchi+ non finanzia una futura registrazione ancora da avviare, ma interviene su procedure che, secondo le condizioni indicate nel documento di pre-informazione, devono aver già raggiunto uno specifico livello prima della richiesta del contributo.

Per un’impresa che sta valutando la tutela del proprio marchio europeo, diventa quindi importante pianificare correttamente i tempi tra deposito, ottenimento della registrazione e successiva partecipazione al bando.

Marchio internazionale: come funziona la Misura B

La Misura B riguarda invece i marchi internazionali depositati attraverso OMPI.

A partire dal 1° gennaio 2023 l’impresa deve aver effettuato almeno una delle operazioni previste: deposito presso OMPI di un marchio già registrato a livello nazionale o europeo, deposito internazionale basato su una domanda già presentata presso UIBM o EUIPO oppure una designazione successiva relativa a un marchio già registrato presso OMPI. In tutti i casi devono essere state pagate le relative tasse. bando-522245

Inoltre, prima di presentare la domanda per Marchi+, la richiesta di registrazione del marchio deve risultare pubblicata nel registro internazionale Madrid Monitor dell’OMPI. bando-522245

Anche in questo caso la tempistica della procedura è quindi determinante. Prima di considerare l’incentivo è necessario verificare in quale fase si trovi la registrazione internazionale e se siano già state soddisfatte tutte le condizioni richieste.

Quali spese finanzia il Bando Marchi+ 2026

Uno dei vantaggi principali della misura è la possibilità di coprire non soltanto le tasse ufficiali di deposito o registrazione, ma anche una serie di servizi specialistici che possono essere decisivi per proteggere correttamente il marchio.

Per la Misura A sono agevolabili le spese sostenute per la progettazione della rappresentazione grafica del marchio, quando non si tratta di un semplice marchio denominativo. L’attività deve essere svolta da un professionista o da un’impresa specializzata nella progettazione grafica o nella comunicazione. bando-522245

Sono inoltre finanziabili i servizi di assistenza per il deposito della domanda presso EUIPO, purché svolti da soggetti qualificati come consulenti in proprietà industriale, avvocati o centri PATLIB. bando-522245

Finanziate anche le ricerche di anteriorità

Prima di registrare un marchio è fondamentale capire se esistano già segni identici o simili che potrebbero creare problemi.

Per questo Marchi+ prevede tra le spese ammissibili anche le ricerche di anteriorità, cioè le verifiche effettuate per individuare eventuali marchi precedenti che possano entrare in conflitto con quello che l’impresa intende proteggere. bando-522245

Una verifica effettuata prima o durante il percorso di registrazione può evitare di investire su un marchio difficilmente registrabile o esposto a contestazioni. Per una PMI che sta costruendo un nuovo brand o vuole espandersi all’estero, questa attività può quindi essere molto più importante di quanto sembri.

Assistenza legale e opposizioni al marchio

Tra le spese previste rientrano anche i servizi di assistenza legale per la tutela del marchio in caso di opposizioni successive al deposito della domanda.

Per la Misura A è contemplata l’assistenza in risposta alle opposizioni relative alla registrazione europea, oltre alle tasse di deposito presso EUIPO. bando-522245

Per la Misura B vengono riconosciuti servizi analoghi relativi alla registrazione internazionale, comprese le attività di assistenza in presenza di opposizioni o rilievi successivi al deposito. bando-522245

La misura permette quindi di sostenere una parte dei costi non soltanto per ottenere formalmente la registrazione, ma anche per gestire alcune delle criticità che possono emergere lungo il percorso.

Cosa è finanziabile per i marchi internazionali

Nel caso della Misura B sono previste le spese per la progettazione grafica della rappresentazione del marchio utilizzata come base per la domanda internazionale, con le condizioni temporali indicate dal bando.

Sono ammissibili inoltre l’assistenza professionale per la compilazione e il deposito della domanda internazionale, le ricerche di anteriorità, l’assistenza legale per opposizioni o rilievi e le tasse sostenute presso UIBM, EUIPO e OMPI per arrivare alla registrazione internazionale. bando-522245

Questo consente alle imprese che stanno puntando sull’export di affrontare con maggiore supporto economico un processo che può diventare articolato, soprattutto quando il marchio deve essere protetto in più mercati.

Attenzione alla data delle spese

Un elemento da verificare con particolare attenzione riguarda la data di emissione delle fatture.

Secondo il documento di pre-informazione, tutte le spese, comprese le tasse di deposito o registrazione, devono risultare da fatture emesse a partire dal 1° gennaio 2022 e comunque in data precedente alla presentazione della domanda. Le fatture devono essere intestate all’impresa che richiede l’agevolazione. bando-522245

Prima di predisporre la pratica sarà quindi fondamentale ricostruire correttamente la cronologia delle spese sostenute e verificare che ogni documento rispetti le condizioni previste.

Quanto finanzia Marchi+ 2026

Per l’annualità 2026, il documento indica una dotazione finanziaria di 2 milioni di euro destinata a Marchi+. bando-522245

Al momento, però, la misura è ancora presentata come bando di pre-informazione. Questo significa che non sono ancora stati comunicati nel documento allegato i dettagli definitivi relativi alla percentuale del contributo, ai massimali ottenibili per singola impresa e alle eventuali soglie applicabili alle diverse spese. bando-522245

È quindi preferibile evitare di attribuire oggi al bando importi o percentuali basati su edizioni precedenti: le condizioni ufficiali del 2026 dovranno essere confermate dal bando attuativo.

Quando apre il Bando Marchi+ 2026

Anche le date per la presentazione delle domande non sono ancora state comunicate nel documento disponibile.

Il testo specifica che i termini di apertura e scadenza saranno resi noti con la successiva pubblicazione del bando attuativo. bando-522245

Per le imprese interessate, questo periodo può comunque essere utile per verificare fin da ora lo stato delle registrazioni EUIPO o OMPI, controllare le fatture già sostenute e raccogliere la documentazione necessaria. Arrivare all’apertura con una pratica già impostata può diventare importante soprattutto se il nuovo bando dovesse prevedere una procedura a sportello o risorse limitate.

Perché proteggere il marchio prima di espandersi all’estero

Registrare un marchio significa proteggere investimenti che spesso vengono costruiti in anni di attività: reputazione, riconoscibilità, packaging, comunicazione e relazione con i clienti. Quando un’impresa entra in nuovi mercati senza una tutela adeguata, rischia di incontrare conflitti con marchi già registrati o di lasciare spazio a soggetti terzi che utilizzano segni simili.

Il Bando Marchi+ 2026 può ridurre il costo necessario per affrontare questo percorso in maniera più strutturata, sostenendo tasse e servizi professionali legati alla registrazione europea e internazionale. Con una dotazione complessiva di 2 milioni di euro e il bando attuativo ancora atteso, questo è il momento giusto per verificare se le operazioni già effettuate dall’impresa possono rientrare nella nuova annualità.

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