Impresa che investe in digitalizzazione e sostenibilità con SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica 2026

SIMEST 2026: fino a 5 milioni per digitale e green

Digitalizzare i processi aziendali, ridurre i consumi energetici, introdurre nuove tecnologie e rafforzare la struttura finanziaria dell’impresa richiede investimenti importanti. Per le aziende che operano sui mercati internazionali o all’interno delle filiere produttive esiste però uno strumento che permette di affrontare questi progetti combinando un finanziamento a condizioni agevolate con, in presenza dei requisiti previsti, una quota a fondo perduto. Si tratta della misura SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica 2026, rivolta alle imprese che vogliono aumentare la propria competitività attraverso innovazione, sostenibilità e rafforzamento patrimoniale.

L’intervento non è pensato soltanto per acquistare un singolo software o realizzare un intervento energetico isolato. La logica è quella di sostenere un progetto aziendale più ampio: almeno il 50% dell’importo deliberato deve essere destinato normalmente a investimenti per la transizione digitale e/o ecologica, mentre la parte restante può essere utilizzata anche per interventi finalizzati al rafforzamento patrimoniale dell’impresa.

Nel 2026 la misura è stata inoltre ampliata con condizioni dedicate ad alcune categorie di imprese e, dal 21 settembre, con una nuova sezione dedicata agli investimenti in Intelligenza Artificiale e Quantum Computing.

Chi può richiedere il finanziamento SIMEST 2026

La misura è destinata alle imprese con sede legale e operativa in Italia. Tra i requisiti generali è previsto che, alla data di presentazione della domanda, siano stati depositati almeno due bilanci relativi a due esercizi completi precedenti.

Per le imprese esportatrici, uno dei criteri ordinari prevede un fatturato export pari almeno al 10% dell’ultimo bilancio. In alternativa, è possibile accedere con un fatturato export almeno pari al 3% e con almeno il 10% del fatturato complessivo realizzato verso imprese clienti esportatrici che rispettano a loro volta i requisiti indicati dalla misura. Per le imprese energivore e per quelle che hanno intrapreso un percorso di efficientamento energetico sono previste condizioni specifiche, con una soglia export che può partire dal 3%.

La platea è stata progressivamente ampliata. Il finanziamento interessa, tra gli altri, imprese esportatrici energivore, aziende che hanno avviato percorsi certificati di efficientamento energetico, PMI appartenenti a filiere produttive, imprese con interessi nei Balcani Occidentali e realtà localizzate in territori colpiti da eventi alluvionali. Dal 7 agosto 2025 la misura è stata estesa anche alle imprese non esportatrici appartenenti a una filiera produttiva.

La verifica dei requisiti resta quindi uno dei passaggi più importanti: non esiste un unico profilo di beneficiario e le condizioni possono cambiare in funzione della tipologia di impresa e del progetto.

Cosa finanzia SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica 2026

Il bando copre numerosi investimenti legati alla trasformazione digitale. Sono ammesse spese per l’integrazione e lo sviluppo digitale dei processi aziendali, per la realizzazione o l’ammodernamento dei modelli organizzativi e gestionali, per attrezzature tecnologiche, software e contenuti digitali, oltre alle consulenze specialistiche in ambito digitale.

Rientrano inoltre gli investimenti in cybersecurity, big data, analisi dei dati, cloud e fog computing, sistemi cyber-fisici, realtà virtuale e aumentata, robotica avanzata e collaborativa, manifattura additiva e Internet of Things. Sono considerate anche le attività di formazione connesse agli investimenti Industria 4.0.

Questo rende lo strumento particolarmente adatto alle imprese che stanno programmando una revisione significativa dei propri processi: dall’automazione della produzione alla gestione dei dati, fino all’introduzione di nuovi sistemi gestionali e strumenti per la continuità operativa.

Investimenti per efficienza energetica e sostenibilità

Accanto al digitale, una parte centrale della misura riguarda la Transizione Ecologica. Possono essere finanziati investimenti per migliorare la sostenibilità ambientale e sociale dell’impresa, con interventi dedicati, ad esempio, all’efficientamento energetico e idrico e alla mitigazione degli impatti climatici.

Sono ammissibili anche le spese necessarie per ottenere o mantenere certificazioni ambientali direttamente connesse agli investimenti finanziati.

Per un’impresa che sta già programmando interventi per ridurre i consumi o rendere più sostenibile la propria attività, la possibilità di inserire queste spese all’interno di un progetto SIMEST consente quindi di affrontare la transizione energetica insieme alla modernizzazione tecnologica.

Spazio anche al rafforzamento patrimoniale

La misura non si limita agli investimenti digitali e ambientali. Una quota dell’intervento può essere dedicata anche al rafforzamento della solidità patrimoniale dell’impresa. In via ordinaria almeno il 50% dell’importo deliberato deve essere destinato alla transizione digitale e/o ecologica, mentre la parte restante può essere utilizzata per altre finalità patrimoniali.

Per alcune categorie la percentuale utilizzabile per il rafforzamento patrimoniale può diventare molto più elevata: fino all’80% per determinate imprese con interessi nei Balcani Occidentali o negli Stati Uniti e fino al 90% per alcune imprese localizzate nei territori interessati da eventi alluvionali, imprese energivore, aziende che hanno intrapreso percorsi di efficientamento energetico e soggetti rientranti nella misura “Energia per la Competitività Internazionale”.

Sono inoltre previste, entro determinati limiti, operazioni di incremento del capitale sociale e finanziamenti soci destinati a società direttamente controllate, comprese quelle estere.

Quanto si può ottenere con SIMEST

L’importo minimo dell’intervento agevolativo è pari a 10.000 euro. Il massimo finanziabile viene invece determinato prendendo il valore più basso tra il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci e il limite previsto in funzione della dimensione aziendale.

Per le micro imprese il finanziamento può arrivare fino a 500.000 euro. Per PMI, PMI innovative e startup innovative il limite arriva a 2,5 milioni di euro, mentre per le altre imprese può raggiungere 5 milioni di euro.

Si tratta quindi di una misura in grado di sostenere sia investimenti relativamente contenuti sia programmi di trasformazione aziendale molto più strutturati.

Come funziona il tasso agevolato

Il finanziamento viene concesso attraverso il Fondo 394/81 e prevede un tasso fisso per tutta la durata. Al momento della domanda l’impresa può scegliere, secondo le opzioni previste, un tasso pari al 10%, al 50% oppure all’80% del tasso di riferimento.

La durata ordinaria è di 6 anni, di cui 2 di preammortamento e 4 di rimborso. Per alcune categorie, tra cui imprese energivore, aziende che hanno intrapreso percorsi di efficientamento energetico e imprese con interessi negli Stati Uniti, può essere richiesta un’estensione fino a 8 anni complessivi.

Per un’impresa che deve affrontare un investimento consistente, la combinazione tra durata, preammortamento e tasso agevolato può rendere più sostenibile l’impatto finanziario del progetto nel medio periodo.

Quando è previsto il fondo perduto SIMEST

Oltre al finanziamento agevolato, l’impresa può richiedere una quota di cofinanziamento a fondo perduto, purché possieda i requisiti previsti.

Per le imprese che rientrano nelle condizioni premiali, la quota può arrivare fino al 10% dell’intervento agevolativo, con un massimo di 100.000 euro. Tra i soggetti premiati rientrano, ad esempio, alcune PMI del Sud Italia, imprese con certificazioni ambientali o di sostenibilità, PMI giovanili o femminili, PMI innovative e startup innovative e imprese con una significativa quota di fatturato export.

Per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026 da imprese energivore o da imprese che hanno intrapreso percorsi di efficientamento energetico, la quota può arrivare fino al 20%, con un massimo di 200.000 euro. Condizioni ancora differenti sono previste per le imprese che accedono alla misura Energia per la Competitività Internazionale, per le quali il documento contempla percentuali fino al 20% ed elevabili al 30% per le PMI, entro i limiti del regime de minimis.

La presenza del fondo perduto rende quindi particolarmente importante verificare in anticipo se l’impresa possiede uno o più requisiti premiali: la struttura finanziaria dell’operazione può cambiare sensibilmente.

La novità 2026: investimenti in Intelligenza Artificiale e Quantum Computing

Tra le novità più rilevanti del 2026 c’è la nuova sezione dedicata agli Investimenti IA & Quantum Computing, prevista a partire dal 21 settembre.

Il documento indica una dotazione finanziaria pari a 200 milioni di euro, una quota a fondo perduto del 10%, la possibilità di ottenere un’anticipazione fino al 50% e una durata del finanziamento estendibile fino a 8 anni, compresi 2 anni di preammortamento.

Per le imprese che stanno valutando investimenti in Intelligenza Artificiale, automazione avanzata, sistemi di elaborazione e tecnologie di nuova generazione, questa sezione amplia ulteriormente le opportunità offerte dalla finanza agevolata SIMEST.

Anche le consulenze possono essere finanziate

La misura permette di inserire nel progetto anche alcune spese professionali. Sono previste consulenze per verificare la conformità dell’impresa alla normativa ambientale e, soprattutto, consulenze finalizzate alla presentazione e alla gestione della richiesta SIMEST.

Per queste ultime il limite è pari al 5% dell’importo deliberato, con un massimo di 100.000 euro. Il riconoscimento è però subordinato alle condizioni indicate dalla misura, tra cui la trasmissione a SIMEST del contratto e della dichiarazione di indipendenza del consulente.

Quando presentare la domanda

La misura opera attraverso il Portale SIMEST e, secondo il documento, resta disponibile fino a esaurimento delle risorse. Le nuove condizioni dedicate alle imprese energivore e ai soggetti interessati dalla misura Energia per la Competitività Internazionale sono operative dal 25 maggio 2026, mentre dal 21 settembre 2026 è prevista la nuova sezione dedicata a IA e Quantum Computing.

Non essendoci una scadenza ordinaria legata a una singola data, la disponibilità delle risorse assume un ruolo centrale. Per questo è utile verificare il progetto e i requisiti prima di avviare gli investimenti, soprattutto quando l’operazione riguarda importi importanti o combina finanziamento agevolato, fondo perduto e altre agevolazioni.

Un’opportunità per finanziare la trasformazione dell’impresa

SIMEST Transizione Digitale ed Ecologica 2026 è uno strumento particolarmente flessibile perché permette di mettere insieme esigenze diverse: digitalizzazione dei processi, efficientamento energetico, sostenibilità, rafforzamento patrimoniale e, con la nuova sezione, investimenti in Intelligenza Artificiale e Quantum Computing. Con importi che possono arrivare fino a 5 milioni di euro e la possibilità, in presenza dei requisiti, di affiancare al finanziamento una quota a fondo perduto, la misura può sostenere progetti aziendali di dimensioni molto diverse.

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