Ecobonus 2026: incentivi veicoli fino a 20.000 €
Rinnovare un veicolo aziendale può significare ridurre i costi di gestione, migliorare l’efficienza della flotta e prepararsi a una mobilità sempre più orientata verso soluzioni a basse emissioni. Per le imprese che stanno valutando l’acquisto di un nuovo mezzo, l’Ecobonus 2026 rappresenta quindi un’opportunità da considerare con attenzione, soprattutto per le PMI che utilizzano veicoli commerciali per lo svolgimento della propria attività.
Il provvedimento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sostiene infatti l’acquisto di veicoli a ridotto impatto ambientale attraverso contributi a fondo perduto. Per il 2026 sono previste risorse dedicate sia a ciclomotori e motocicli sia ai veicoli commerciali utilizzati dalle piccole e medie imprese.
Particolarmente interessante per il mondo delle imprese è la riapertura della piattaforma Ecobonus destinata alle PMI che acquistano veicoli commerciali N1 e N2 a basse emissioni: secondo il documento, le prenotazioni sono state riaperte dalle ore 12:00 del 29 luglio 2026 e proseguono fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
Chi può accedere all’Ecobonus 2026
La misura non riguarda esclusivamente le imprese, ma prevede beneficiari differenti in funzione della categoria di veicolo acquistata.
Per quanto riguarda i veicoli commerciali, possono accedere agli incentivi le piccole e medie imprese che esercitano attività di trasporto di cose in conto proprio o in conto terzi, purché acquistino veicoli commerciali nuovi di fabbrica appartenenti alle categorie N1 e N2. Il bando contempla anche l’acquisizione attraverso leasing finanziario o noleggio a lungo termine, nei casi e secondo le modalità definite dal decreto attuativo.
La misura comprende inoltre persone fisiche e giuridiche per le ulteriori categorie previste dall’Ecobonus, con alcune esclusioni legate ai codici ATECO indicati dal provvedimento. Prima di procedere con un acquisto è quindi importante verificare non soltanto la tipologia di veicolo, ma anche il profilo del soggetto richiedente e le condizioni specifiche applicabili.
Quali veicoli commerciali possono ottenere l’incentivo
Per le PMI del settore trasporto merci, l’Ecobonus veicoli commerciali 2026 agevola l’acquisto di mezzi nuovi appartenenti alle categorie N1 e N2 e caratterizzati da basse emissioni.
Il contributo cambia in funzione di tre elementi principali: massa complessiva a pieno carico, alimentazione del mezzo e presenza o meno della rottamazione. Nel caso dei veicoli con alimentazione tradizionale, la rottamazione di un mezzo della medesima categoria fino a Euro 4 è obbligatoria per poter accedere al beneficio.
Questo rende la misura particolarmente interessante per le aziende che stanno pianificando la sostituzione di furgoni o altri mezzi commerciali ormai datati con veicoli elettrici, a celle a combustibile o comunque a minore impatto ambientale.
Quanto vale il bonus per furgoni e veicoli commerciali
La dotazione finanziaria indicata nel documento è complessivamente pari a 70 milioni di euro. Di questi, 40 milioni sono destinati ai veicoli commerciali a basse emissioni, mentre 30 milioni sono riservati agli incentivi per ciclomotori e motocicli.
Per i veicoli commerciali BEV/FCEV, quindi elettrici a batteria o alimentati a celle a combustibile, l’importo dell’incentivo aumenta progressivamente in funzione della massa del veicolo e può essere maggiore in presenza di rottamazione.
Per i mezzi con massa fino a 1,49 tonnellate, il contributo è di 2.000 euro senza rottamazione e sale a 4.000 euro con rottamazione. Nella fascia tra 1,50 e 2,39 tonnellate, il beneficio passa rispettivamente a 4.500 e 8.000 euro. Per i mezzi tra 2,40 e 3,49 tonnellate si possono ottenere 10.000 euro senza rottamazione oppure 14.000 euro con rottamazione.
L’incentivo cresce ulteriormente per i mezzi più pesanti: nella fascia compresa tra 3,50 e 4,24 tonnellate arriva a 14.000 euro senza rottamazione e a 18.000 euro con rottamazione, mentre per i veicoli tra 4,25 e 7,20 tonnellate può raggiungere 20.000 euro con rottamazione. Senza rottamazione, nella stessa fascia, il contributo previsto è pari a 16.000 euro.
Per le alimentazioni tradizionali agevolabili, invece, il contributo è previsto soltanto in presenza della rottamazione richiesta dal regolamento e varia da 2.000 a 10.000 euro in funzione della massa complessiva del mezzo.
Ecobonus anche per motocicli e ciclomotori
L’Ecobonus 2026 non riguarda soltanto i veicoli commerciali. Il documento conferma infatti gli incentivi anche per le categorie L1e-L7e, quindi ciclomotori e motocicli.
Per i mezzi elettrici è previsto un contributo pari al 40% del prezzo di acquisto, fino a un massimo di 4.000 euro, in caso di rottamazione. Senza rottamazione il beneficio scende al 30% del prezzo, fino a un massimo di 3.000 euro.
Per i motocicli e ciclomotori non elettrici ammessi, omologati Euro 5 o superiore nei casi previsti dal portale, il contributo può arrivare al 40% del prezzo di acquisto fino a un massimo di 2.500 euro, ma è richiesta la rottamazione e il venditore deve applicare uno sconto di almeno il 5% sul prezzo di acquisto. Senza rottamazione non è previsto alcun contributo per questa categoria.
Rottamazione: quando può fare la differenza
La presenza di un vecchio veicolo da rottamare può incidere in maniera considerevole sull’importo dell’agevolazione. È particolarmente evidente nel caso dei veicoli commerciali elettrici: per un mezzo compreso tra 4,25 e 7,20 tonnellate, ad esempio, l’incentivo passa da 16.000 a 20.000 euro grazie alla rottamazione.
Per un’impresa che ha già in programma la sostituzione di un mezzo datato, verificare preventivamente le caratteristiche del veicolo da rottamare può quindi essere determinante per capire quale incentivo sia effettivamente ottenibile.
Non conviene però basare l’investimento esclusivamente sull’importo massimo pubblicizzato. La classe del veicolo, la massa, il tipo di alimentazione e le condizioni legate alla rottamazione devono essere analizzate insieme per determinare il beneficio effettivo.
Acquisto, leasing e noleggio a lungo termine
Un altro elemento interessante dell’Ecobonus 2026 riguarda le modalità con cui può essere acquisito il mezzo.
Per le PMI che acquistano veicoli commerciali N1 e N2, il documento contempla anche il leasing finanziario e, secondo le condizioni previste dal decreto attuativo, il noleggio a lungo termine. Sono inoltre previste disposizioni per le persone fisiche che sottoscrivono contratti di noleggio con una durata non inferiore a tre anni.
Per un’impresa, quindi, la valutazione non dovrebbe limitarsi alla scelta del modello del nuovo veicolo. Può essere utile confrontare anche le diverse modalità di acquisizione, verificando quale soluzione sia compatibile con l’agevolazione e più adatta alle esigenze finanziarie e operative dell’azienda.
Quando scade l’Ecobonus 2026
Per i veicoli commerciali le prenotazioni risultano aperte dalle ore 12:00 del 29 luglio 2026 fino all’esaurimento delle risorse disponibili. Non viene quindi indicata nel documento una data finale prestabilita: la disponibilità dell’incentivo dipende dalle risorse ancora presenti sul fondo.
Per ciclomotori e motocicli delle categorie L1e-L7e, il documento indica invece la riapertura delle prenotazioni a partire dal 18 marzo 2026.
Proprio perché il meccanismo opera fino a esaurimento fondi, per un’impresa che ha già programmato l’acquisto di un nuovo veicolo commerciale è importante verificare tempestivamente l’ammissibilità del mezzo e la disponibilità delle risorse, evitando di procedere senza aver prima controllato le condizioni previste.
Perché l’Ecobonus 2026 può essere interessante per le PMI
Cambiare un furgone o un mezzo commerciale significa sostenere un investimento che può incidere in modo importante sulla liquidità aziendale. L’Ecobonus veicoli commerciali 2026 può alleggerire questo costo e, allo stesso tempo, favorire il passaggio verso mezzi più moderni e a basse emissioni.
Con incentivi che per i veicoli commerciali possono arrivare fino a 20.000 euro, la misura può diventare particolarmente interessante per le imprese che stanno già pianificando il rinnovo della propria flotta. Prima dell’acquisto resta però essenziale verificare categoria, massa, alimentazione, eventuale rottamazione e disponibilità effettiva delle risorse.

Recent comments