Bando Artigiani Veneto 2026: contributi fino a 60.000 €
Nuovi macchinari, software, impianti, attrezzature e interventi per rendere l’attività più efficiente: per un’impresa artigiana sono investimenti spesso indispensabili per continuare a crescere, ma possono richiedere risorse importanti. Con il Bando Artigiani Veneto 2026, denominato ufficialmente “Il Veneto Artigiano – Anno 2026”, la Regione del Veneto mette a disposizione 3 milioni di euro per sostenere proprio questi progetti, attraverso un contributo a fondo perduto pari al 30% delle spese ammissibili.
La misura nasce per accompagnare le imprese artigiane in un percorso di ammodernamento e rafforzamento competitivo. Non si parla soltanto di acquistare una nuova macchina: il bando guarda all’innovazione di prodotto e di processo, alla digitalizzazione, alla riorganizzazione aziendale e alla sostenibilità. Una parte delle risorse è inoltre riservata ai Maestri Artigiani, riconoscendo il valore delle competenze e della professionalità che caratterizzano il tessuto artigiano veneto.
Chi può partecipare al Bando Artigiani Veneto 2026
Possono accedere all’agevolazione le imprese artigiane regolarmente iscritte all’Albo delle imprese artigiane presso la Camera di Commercio competente. L’investimento deve essere realizzato in un’unità operativa situata in Veneto. Il bando ammette anche il caso in cui l’impresa non disponga ancora di una sede operativa regionale al momento della domanda, purché questa venga attivata entro il 9 maggio 2028 e la sua apertura sia dimostrata in fase di rendicontazione.
Sono richiesti inoltre il regolare esercizio dell’attività, la regolarità contributiva verificata tramite DURC e il rispetto delle condizioni previste per l’accesso agli incentivi pubblici. Restano invece escluse le imprese che, al momento della domanda, risultano iscritte con la qualifica di impresa agricola nella relativa sezione speciale del Registro delle Imprese. Ogni impresa può presentare una sola domanda.
Linea Ordinaria e Linea Maestri Artigiani: cosa cambia
Il Bando Artigiani Veneto 2026 è articolato in due linee. La Linea Ordinaria è destinata alla generalità delle imprese artigiane che rispettano i requisiti, mentre la Linea Maestri Artigiani è riservata alle imprese iscritte nell’elenco regionale dei Maestri Artigiani alla data del 30 giugno 2026. Il documento contempla anche il caso di titolari o soci che abbiano presentato entro quella data la richiesta di riconoscimento ancora in istruttoria, a condizione che il procedimento si concluda positivamente entro il provvedimento di concessione.
I 3 milioni di euro disponibili sono suddivisi equamente: 1,5 milioni per la Linea Ordinaria e 1,5 milioni per la Linea Maestri Artigiani. Le eventuali risorse non utilizzate dalla seconda linea potranno concorrere al finanziamento delle domande ammissibili della Linea Ordinaria.
Quali investimenti finanzia Il Veneto Artigiano 2026
La varietà delle spese ammesse è uno dei punti di forza della misura. Possono essere finanziati progetti destinati a introdurre innovazioni tecnologiche di prodotto o di processo, rinnovare macchinari e impianti e accompagnare interventi di riorganizzazione e ristrutturazione dell’attività, anche in un’ottica di maggiore sostenibilità.
Una voce particolarmente importante riguarda macchinari, impianti produttivi, hardware e attrezzature nuovi di fabbrica. Per questi investimenti non è previsto uno specifico massimale di categoria, fatto salvo il limite complessivo dell’investimento agevolabile. Possono essere comprese anche le spese di trasporto e installazione e, quando indispensabili al funzionamento del bene, determinate opere murarie e impiantistiche. Per questa categoria è inoltre ammesso il leasing finanziario secondo le condizioni previste dalla misura.
Arredi, opere, rinnovabili e digitalizzazione
Il progetto può comprendere anche arredi nuovi di fabbrica, con una spesa massima ammissibile di 14.000 euro per la Linea Ordinaria e 7.000 euro per la Linea Maestri Artigiani. Per determinate opere murarie e impiantistiche, invece, i limiti salgono rispettivamente a 16.000 e 8.000 euro. Il bando prevede specifiche esclusioni quando gli interventi interessano immobili a destinazione residenziale o prevalentemente residenziale.
Spazio anche alla sostenibilità energetica. Gli impianti alimentati da fonti rinnovabili possono essere inseriti nel progetto fino a una spesa ammissibile di 12.000 euro per la Linea Ordinaria e 6.000 euro per i Maestri Artigiani. È quindi possibile affiancare al rinnovo delle attrezzature un intervento pensato per migliorare progressivamente l’efficienza e la sostenibilità dell’attività.
Per le imprese che vogliono investire sul digitale, sono ammessi software, siti web ed e-commerce, fino a 20.000 euro per la Linea Ordinaria e 10.000 euro per la Linea Maestri Artigiani.
Finanziati anche sicurezza e autocarri aziendali
Tra gli investimenti agevolabili rientrano i sistemi e gli apparati di sicurezza, con un limite di spesa di 10.000 euro per la Linea Ordinaria e 5.000 euro per i Maestri Artigiani.
Una particolarità della misura riguarda inoltre determinati autocarri destinati esclusivamente all’utilizzo aziendale. In questo caso non viene considerato il costo effettivamente sostenuto, ma una spesa forfettaria di 14.000 euro per la Linea Ordinaria e 7.000 euro per la Linea Maestri Artigiani. L’ammissibilità dipende però dall’attività esercitata e dalle condizioni stabilite dal regolamento; sono esclusi gli autoveicoli destinati al trasporto di merci su strada per conto terzi.
Il bando riconosce infine una quota forfettaria per le spese generali pari a 2.000 euro per la Linea Ordinaria e 1.000 euro per i Maestri Artigiani.
Spese ammissibili già dal 1° giugno 2026
Un elemento da considerare con particolare attenzione è la data di ammissibilità delle spese. Il bando consente infatti, nel rispetto delle altre condizioni, di inserire anche investimenti effettuati prima della presentazione della domanda.
Sono considerate finanziabili le spese sostenute e interamente pagate a partire dal 1° giugno 2026. Per le imprese di nuova costituzione iscritte successivamente, il periodo di ammissibilità parte invece dalla data di iscrizione al Registro delle Imprese. Tutte le spese dovranno essere sostenute e pagate entro il 9 maggio 2028.
È però fondamentale rispettare le regole documentali. I beni devono essere nuovi di fabbrica, gli acquisti devono essere effettuati direttamente dall’impresa beneficiaria e le fatture devono essere intestate alla stessa. Ogni singolo bene deve avere un valore minimo di 100 euro al netto dell’IVA, mentre i pagamenti devono essere completamente tracciabili. L’IVA non è considerata ammissibile.
Quanto si può ottenere con il Bando Artigiani Veneto 2026
Il contributo a fondo perduto è pari al 30% della spesa rendicontata e riconosciuta come ammissibile, ma soglie e massimali cambiano in base alla linea scelta.
Per la Linea Ordinaria è necessario presentare un progetto con almeno 20.000 euro di spese ammissibili. Il contributo parte quindi da 6.000 euro e può arrivare fino a un massimo di 60.000 euro, raggiunto con una spesa ammissibile pari o superiore a 200.000 euro.
Per la Linea Maestri Artigiani, invece, l’investimento minimo scende a 10.000 euro e il contributo minimo è di 3.000 euro. Il beneficio massimo raggiunge 30.000 euro, corrispondenti a una spesa ammissibile di almeno 100.000 euro. È possibile realizzare investimenti superiori alle soglie indicate, ma il contributo non aumenta oltre i rispettivi massimali.
Non è un click day: conta la qualità del progetto
Questo aspetto merita particolare attenzione: Il Veneto Artigiano 2026 non è un click day. La procedura è valutativa e prevede la formazione di una graduatoria sulla base dei criteri di priorità stabiliti dal regolamento. Presentare la domanda nei primi minuti di apertura non garantisce quindi un vantaggio automatico.
Tra gli elementi che possono attribuire punteggio figurano determinate assunzioni, la qualifica di impresa giovanile, la prevalente partecipazione femminile e alcune iniziative di welfare aziendale. La documentazione necessaria per dimostrare il possesso dei criteri premianti deve essere allegata alla domanda e non può essere integrata successivamente per ottenere il relativo punteggio.
Questo significa che la preparazione della pratica non dovrebbe concentrarsi soltanto sull’elenco delle spese: è importante costruire un progetto coerente e verificare in anticipo tutti gli elementi che possono incidere sulla posizione finale in graduatoria.
Quando presentare la domanda
Le domande per il Bando Artigiani Veneto 2026 devono essere trasmesse esclusivamente online attraverso il Sistema Informativo Unificato della Programmazione Unitaria, il SIU della Regione del Veneto.
Lo sportello è previsto dalle ore 10:00 dell’8 settembre 2026 alle ore 12:00 del 29 settembre 2026.
Per accedere alla procedura è necessario disporre delle credenziali e dell’abilitazione alla specifica misura. Una volta completata la compilazione, il documento generato dal sistema deve essere firmato digitalmente e ricaricato. È importante controllare anche lo stato finale della pratica: saranno prese in considerazione soltanto le domande che nel SIU risultano “Presentata”; una pratica rimasta nello stato “Confermata” non viene esaminata.
Un’opportunità concreta per le imprese artigiane del Veneto
Il Bando Artigiani Veneto 2026 offre la possibilità di finanziare un progetto aziendale ampio: dall’acquisto di un nuovo macchinario alla digitalizzazione, dagli interventi sugli spazi alle energie rinnovabili, fino alla sicurezza e, in specifici casi, agli autocarri aziendali. Con un contributo del 30% che può raggiungere 60.000 euro, la misura può alleggerire in modo significativo il costo di investimenti già programmati e accelerare il percorso di ammodernamento dell’impresa.

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